La robotica educativa come strumento per il potenziamento relazionale nella scuola primaria.

 La robotica educativa come strumento per il potenziamento relazionale nella scuola primaria.

di Silvia Pellone

Riagganciandomi a quanto esposto nel primo post, in questa sede mi focalizzerò sui risvolti relazionali che questa tesi di ricerca ha evidenziato. Innanzi tutto è da sottolineare come nell’apprendimento il lato psicologico non possa più essere ignorato in quanto processo di crescita e di continua messa in discussione del soggetto e delle proprie rappresentazioni del contesto che lo circonda. In particolare in questo ambito di apprendimento è rilevante come dover condividere un oggetto interessante di per sé (la Bee-bot), potendo superare il divario presente tra competenze linguistiche differenti, dover ragionare in maniera individualizzata e contemporaneamente tener conto delle esigenze del gruppo, ha reso le relazioni che tengono unito quest’ultimo più dinamiche, probabilmente non prive di criticità, ma sicuramente più inclini a trovare al proprio interno, quindi nel gruppo di pari, delle soluzioni soddisfacenti. Tutto ciò emerge dai dati rilevati dai test utilizzati(Test Sociometrico e Test del Disegno della Classe), i quali registrano un’intensificarsi delle relazioni esistenti all’interno del gruppo, in particolare di quelle con valenza positiva.

Per quanto riguarda le scelte e i rifiuti ricevuti dai bambini della classe si può rilevare come per la metà del gruppo le scelte siano aumentate, solamente per un individuo rimangono stabili mentre per circa il 45% diminuiscono d’intensità. Tutto ciò può essere letto nell’ottica di classe come organismo vivo e dinamico, in perenne evoluzione. Per quanto riguarda i rifiuti, questi variano in maniera più evidente. Per il 60% dei bambini diminuiscono, mentre per il resto del gruppo aumentano.

Focalizzandoci sul gruppo di bambini non parlanti, ovvero quelli che non padroneggiano la lingua italiana in quanto essa è per loro lingua seconda nei confronti di cui si sono da poco approcciati(meno di un anno per alcuni), possiamo rilevare come nel confronto tra test iniziale e finale esse aumentano per la grande maggioranza di loro (73%), solamente per un bambino si mantengono stabili, mentre per altri due diminuiscono. Quest’ultimo dato in particolare può far riflettere sul fatto che qualsiasi intervento didattico non sia di per sè un percorso autosufficiente, ma invece il punto di partenza per un ulteriore approfondimento, nell’ottica di una didattica a spirale.Pellone03È poi possibile osservare un cambiamento positivo rispetto alla percezione degli elementi che compongono il concetto di classe, ovvero l’aula, i compagni, la figura educativa e il soggetto stesso. Nell’analizzare i dati relativi al test del disegno della classe è stato possibile osservare in generale due tendenze differenti tra i gruppi sperimentale e di controllo, ma che accomunano i componenti di ognuno di essi. Per quanto riguarda il gruppo sperimentale è emersa un’evoluzione positiva generale e in particolare relativamente agli indicatori di relazione, che ha  riguardato tutto il gruppo classe. A sostegno di questa visione vi è l’implemento positivo della rappresentazione dei propri compagni di classe da parte di tutti i soggetti, appartenenti ad entrambi i gruppi di competenza. Per quanto riguarda invece il gruppo di controllo, si osserva una situazione generalmente statica che vede un generale impoverimento delle rappresentazioni in particolare in riferimento alla relazione tra pari.Pellone04 Pellone05Infine, l’ultimo piano interessato è sicuramente quello sociale. Come scrisse il filosofo greco Aristotele nella sua Politica, “l’uomo è un animale sociale”, cioè tende per natura ad aggregarsi con altri individui e organizzarsi in società, è una caratteristica comune agli uomini di ogni epoca ed età. Per costruire la società futura, obiettivo ultimo che la scuola si pone o almeno dovrebbe, è fondamentale che tutti i bambini apprendano ad indossare quegli abiti che permettano loro di soddisfare in maniera serena una naturale necessità. Tutto ciò non è difficile da raggiungere se si dà loro gli strumenti e le occasioni per provarli. Questo è possibile attraverso la robotica educativa, in quanto evidenziato dal sensibile calo dei rifiuti e un aumento delle scelte nei confronti dei soggetti considerati meno desiderabili perché poco competenti nell’espressione linguistica.Pellone06