Bullismo verso i Robot?

Un articolo su La Stampa dal titolo “Robot e bambini, se la convivenza si trasforma in bullismo” pone questo tema, documentato da una ricerca giapponese. Un video su YouTube mostra una sintesi della ricerca, mirata a dare ai Robot da impiegare in pubblico schemi comportamentali in grado di preservarlo dagli “assalti” dei bambini “bulli”..

Guardate il video e poi seguitemi nelle considerazioni che mi sovvengono, osservando il video con l’occhio di chi da anni studia la relazione bambini-robot in chiave educativa, e comunque osservando le reazioni dei bambini “quando un robot entra in classe”

Orbene, più che “bullismo” qui si possono notare goffi tentativi di stabilire “relazione” con un oggetto tecnologico (Robot) che incuriosisce, e quindi stimola il desiderio a interagire con esso.

Per i bambini è un po’ come incontrare un compagno sconosciuto, e cercare di fare conoscenza. Vogliono vedere come reagisce, se risponde (ma sembra dal video che non risponda) sino a che o perdono interesse, o alzano il livello di contatto, sino alla “violenza”, ma una violenza tesa a provocare una risposta, e NON A VESSARE/SOTTOMETTERE come è invece nei casi definiti “bullismo”.
bullismo

A riprova di questa interpretazione il caso in cui il gruppo di bambini, frustrati dalla mancata risposta del Robot, comunque lo “accettano” e coinvolgono a giocare con loro in un girotondo, con il Robot “in mezzo” e quindi passivamente coinvolto nel loro gioco, visto che non  sembra abbia voglia di giocare con loro.

Dato che occasioni come queste di certo si moltiplicheranno, chi si occupa di Educazione è bene si ponga questo “nuovo livello” di problematica, nel rapporto tra bambini e tecnologie. E come da anni diciamo in convegni e seminari, la soluzione sta come sempre nella GIUSTA  AZIONE EDUCATIVA volta a rinforzare nei minori atteggiamenti COSTRUTTIVI e POSITIVI di crescita e apprendimento, e non sottovalutare quanto diverso sia interagire con un computer o tablet, rispetto a un Robot, specialmente se di dimensioni e fattezze umanoidi. In questo caso il Robot ha misure “da bambino”, e quindi naturale il tentativo a socializzare. Ovviamente come socializzano i bambini e non gli adulti.

Giovanni Marcianò