Quanto è difficile l’innovazione! bisogna tornare a studiare … tutti noi.

Genitori, Professori, Studenti e loro famiglie … “Provveditori” e Giornalisti!

Tutti costoro possibile che non si siano un po’ documentati prima di decidere? eppure sono vent’anni che a scuola capita di “fare robotica” … nel mondo e – dal 2002 col progetto MIUR SET “Costruiamo un robot” – anche nelle scuole italiane. Ora poi negli “Atelier digitali” molti hanno comprato “robotica” anche senza ben sapere poi che farne (come programmazione curricolare … )

A leggere questo articolo come non restare allibiti? http://www.lastampa.it/2018/07/29/alessandria/esperta-in-robotica-ma-con-troppe-assenze-a-scuola-il-volta-mi-ammonisce-me-ne-vado-NllsoBah0ftSu3mZwblDBK/pagina.html

Ma questa NON E’ “Robotica educativa” … quella promossa (e ammetto le mie COLPE …) dal 2002 nelle scuole italiane da MIUR, CNR, Indire e IRRE Piemonte.

Perchè la “Robotica educativa” motiva e stimola gli studenti a “occupare” i laboratori della scuola anche al pomeriggio e al sabato, non certo a accumulare assenze. Come Dirigente scolastico e come responsabile nazionale della Rete Robocup Jr Italia vorrei proprio capire come si sia potuto giungere all’esatto risultato opposto.

Sono a disposizione degli attori di questa vicenda (in primis della famiglia dell’ “esperta” …. cui vanno le scuse per non essere stata ben informata e orientata nelle scelte scolastiche) per riportare nei corretti binari educativi l’esperienza della studentessa, perchè possa collaborare con le centinaia di suoi compagni ogni anno coinvolti dai loro docenti nelle prove nazioni e internazionali della Robocup … www.robocupjr.it .

Bibliografia accessibile online su http://www.roboticaeducativa.it/wp/testi-di-riferimento/

SUCCESSO DELLA X ed. RCJ ITALIA 2018 – edizione che avvia la “2a generazione” della Robocup Jr ITALIA

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Le 23 squadre iscritte alla RCJ 2018 NUOVA GENERAZIONE SOCIAL al termine dei lavori stanno rispondendo così al  sondaggio a conclusione lavori:

Giovanni Marcianò ha creato un sondaggio.

Conclusa questa decima edizione, svolta come EVOLUZIONE della precedente formula adottata dal 2009 (Torino) a Foligno (2017), alla luce anche del MANIFESTO 4.0 che dava alla Rete finalità e scopi aggiornati al nuovo contesto delle tecnologie didattiche e nuovi compiti educativi (come la prevenzione del bullismo in tutte le sue forme), ritenete che la Rete debba, per il suo futuro

HANNO RISPOSTO SINORA 13 TEAM SUI 23 ISCRITTI

Valorizzazione punto di forza (come gli Oscar)
Voters for this option: 13/13

 INFANZIA PRIMARIA (sino 11 anni) / SECONDARIA (sino 16 anni)
Voters for this option: 13/13

Continuare a cambiare sede ogni anno, con precedenza alle regioni mai coinvolte
Voters for this option. 12/13

Proseguire su questa strada (H R Dance Theater)
Voters for this option: 11/13

Trovare una sede stabile
Voters for this option: 4/13

Classifica di merito (come le Olimpiadi)
Voters for this option: 1/13

Tornare al modello originale (Soccer, Rescue, Dance)
Voters for this option: NESSUNO/13

UNDER 19 e UNDER 14,
 Voters for this option: NESSUNO/13

20apr18_stage_teatro
Infanzia
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primaria

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secondaria …

E AL POMERIGGIO, REPLICA PERFORMANCE ALL’APERTO, SUL LAGO CON PREMIAZIONE TEAM

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e la pavimentazione in pietra non crea problemi, veri robot autonomi che si sono mostrati capaci di svolgere i loro compiti anche in condizioni “a sorpresa”!

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IL TITOLO FAIR PLAY “MARCO ZANOTTI” al team Majabot conclude la giornata di sole e amicizia. Sulla NUOVA PAGINA FACEBOOK della Rete tante immagini e video … 20apr18_fair_play_M_ZANOTTI

La X Edizione “Verbania 2018” della manifestazione per le scuole Robocup Jr  ITALIA  segna la nascita della “2a generazione” di questo storico appuntamento

La X Edizione “Verbania 2018” della manifestazione per le scuole Robocup Jr ITALIA segna la nascita della “2a generazione” di questo storico appuntamento

La svolta della Robocup Jr  ITALIA  si è concretizzata a Verbania, il 20 aprile 2018 con la nascita della “2a generazione” di questo storico appuntamento che dall’a.s. 2008/09 ospita le scuole che vogliono sperimentare ed esplorare usi didattici delle più avanzate tecnologie. Dalla Robotica (ieri) all’Intelligenza Artificiale (domani), passando per l’educazione al vivere “social” in modo costruttivo, collaborando anche a “smontare i bulli” a scuola e in rete, con valori e competenze sociali e digitali. È stato questo il tema della X edizione “Verbania 2018” che ha visto all’opera da febbraio a aprile 23 classi italiane.

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(testo del prof. R. Giardina – staff Rete RCJ Italia)

Nella splendida cornice del Lago Maggiore, presso l’omonimo teatro che guarda le sponde lacustri calde ed accoglienti nella giornata del 20 aprile si è svolta la decima edizione nazionale della Robocup Jr che ha visto protagoniste 13 squadre in presenza e 10 a distanza. Una giornata splendida con squadre di allievi provenienti da tutta Italia che hanno manifestato entusiasmo, energia, intraprendenza per la robotica educativa come via per un apprendimento oltre che significativo anche cooperativo ed innovativo.

Il tema conduttore è stato il bullismo, ovvero il contrasto culturale verso questo fenomeno a significare che, anche attraverso i laboratori di robotica, è possibile costruire un mondo reale fatto di relazioni sincere e profonde, proiettate alla civile e pacifica convivenza.

La manifestazione è stata dedicata al dott. Marco ZANOTTI dirigente UST di Biella e di Verbania (ex Provveditore agli Studi), che nel 2016 aveva proposto una edizione della Robocup a Verbania, ma scomparso prematuramente. La sua presenza c’è stata sia per il premio “Fair Play” a lui intitolato dalla Rete nazionale, che nel ricordo delle eccellenti qualità umane, della sua dedizione professionale sempre rivolta al servizio di tutti gli operatori della scuola. Anche per questo è stata una giornata indimenticabile, memoria e futuro racchiusi in un evento ad alto impatto emotivo e culturale con rappresentazioni sceniche, espressioni di lavori di gruppo, che hanno rivelato un ottimo interesse per questo settore sperimentale ma di avanguardia sul piano pedagogico e relazionale oltre che tecnico – scientifico.

Un tempo ed un evento segnato da tanto affetto e nuove amicizie in quella che possiamo definire la piccola-grande comunità nazionale della robotica educativa, voluta tanti anni fa e oggi diretta dal Dirigente scolastico prof. Giovanni Marciano’, che cresce e matura nuovi orizzonti, cercando di tenere il passo con un mondo che viaggia molto velocemente.

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Che fine farà il PNSD – PIano Nazionale Scuola Digitale?

Che fine farà il PNSD – PIano Nazionale Scuola Digitale?

Non sono più un ragazzino, non lo ero nemmeno quando in Provveditorato mi affidarono la cura del PSTD (1997-2000) per lo sviluppo Tecnologie Didattiche, 1000 miliardi (di lire) per portare i computer in TUTTE le scuole, quelle dell’infanzia comprese. E così mi ero ritrovato tra i 103 rappresentati provinciali chiamati a Roma per coordinare e monitorare l’attuazione del piano nazionale. Visto che il progetto per il mio distacco (allora disposto da Roma, dal Ministero) era “Multimedialità per la prevenzione della dispersione scolastica”, che mi occupassi un po’ di burocrazie sottraendo tempo alle sperimentazioni nelle scuole di quei primi multimedia interattivi mi era anche sembrato doveroso.

Nel progetto provinciale operavo su sei scuole (materna, elementare, media, istituto professionale, tecnico, liceo classico), mentre nel PSTD col mio operato potevo (pur con tutti i miei limiti) contribuire a uno sforzo “epocale”, che poteva tacitare lo scetticismo generale sul “software didattico”  come strumento per i docenti. Docenti di ogni ordine e grado, per insegnare a tutte le età, anche quelle infantili.

Ero proprio un docente ingenuo. Sì, ingenuamente pensavo che chi sino allora aveva obiettato che le scuole “normali” – non possedendo computer – non potevano accedere a quegli strumenti didattici pubblicati su CD-ROM o floppy disc, ritrovandosi una intera aula dotata di moderni computer in rete, e ancor più, a parte, un’aula con scanner, stampanti e un paio di PC riservati ai docenti, per preparare lezioni o anche solo “per giocare”, per prendere confidenza con mouse e icone … avrebbero a quel punto “rotto il ghiaccio” con questi “mostri” e pian piano avrebbero provato con i loro studenti …

Invece in molte scuole gli studenti quei computer del PSTD non li avrebbero visti per nulla, pur risultando installati e collaudati nelle loro scuole. Io li ho ritrovati all’Università, quegli studenti, a frequentare i miei laboratori di TD (Tecnologie Didattiche) del corso di Scienze della Formazione primaria. Generazioni successive al PSTD scoprivano che il computer e l’aula informatica potevano essere ambienti e metodi per apprendere, e non tanto “macchine da scrivere” o “calcolatrici” …

Quindi investimenti importanti per l’epoca, ma col risultato di studenti che avrebbero dovuto “alfabetizzarsi” all’informatica e a Internet agli albori del millennio (!) e che invece nel 2018 possono ancora discutere la tesi e cercare lavoro con una idea del mondo d’oggi visto attraverso le pagine Facebook o altri social … in cui il “copia – incolla” domina alla faccia della “competenza digitale” e della capacità di orientarsi nel mondo del lavoro 4.0, della società 5.0 e dell’ IoT.

Perché parlo del Piano del Ministro Berlinguer? Se volete vi racconto cosa vedo oggi venduto alle scuole con le rigorose procedure dei PON … quanto mi basta per temere che anche questo piano ministeriale finisca in un nulla di fatto, per lo sviluppo delle competenze degli studenti di oggi.

Comunque ha ragione Paolo Ferri, e sottoscrivo il suo appello. Ma, per favore, chiarite bene cosa si fa in un Atelier digitale, o con tante LIM e tablet connessi … oltre guardare di straforo YouTube mentre il/la prof si sgola! Intanto accogliamo a braccia aperte “Le proposte della commissione creata dal ministero per le medie. «Bisogna allenare la comprensione e il senso critico dei ragazzi»”. Il WiFi a scuola allora lo lasciamo acceso o no? e gli e-book per i tablet davvero stanno rendendo più efficaci le lezioni? I nostri studenti mostrano (nelle prove Invalsi e in quelle dell’OCSE) un primo accenno di ripresa dopo i drammatici dati “sotto le medie OCSE” delle competenze in lettura, scienze e matematica?

NESSUN MIGLIORAMENTO DEI TREND NAZIONALI, a leggere il rapporto “INDAGINE OCSE PISA 2015: I RISULTATI DEGLI STUDENTI ITALIANI IN SCIENZE, MATEMATICA E LETTURA” v. pagine 25 (Scienze), 50 (Matematica), 72 (Lettura).

Concludendo, l’appello penso debba completarsi con l’invito alla valutazione degli effetti che Piani come in PNSD producono. Perchè se siamo di fronte a una replica del PSTD – che non ha cambiato nulla nella preparazione dei nostri studenti – allora che il PNSD viva o venga fermato nulla cambia. Auspicando invece che FINALMENTE la scuola cambi, e diventi un vero ambiente di apprendimento, per la crescita di questa generazione già tanto tartassata dalla società che vuole i giovani consumisti-di-digitale, invece che attrezzati per il loro (e nostro) futuro.

 

Incontro con le scuole – presentazione ROBOL@B – HOEPLI 2018

Incontro con le scuole – presentazione ROBOL@B – HOEPLI 2018

26, 27 e 28 marzo 2018 APPUNTAMENTI A BARI (I.T.T. M. Panetti), TARANTO (I.I.S.S. Archimede), GROTTAGLIE (Liceo Moscati)

Tre incontri con gli studenti e due seminari con docenti delle discipline per cui è stato pubblicato “Robol@b”, un libro di testo pienamente riferito allo stato dell’arte delle Tecnologie attuali, e alla “didattica laboratoriale” come metodo per la scuola d’oggi, per i “Nuovi Licei, “Nuovi Istituti Tecnici” e “Nuovi Istituti professionali”.

Non solo perchè la didattica laboratoriale è nelle premesse alla riforma dell’Istruzione secondaria superiore, ma per rispondere agli studenti che vogliono sentirsi protagonisti dei loro apprendimenti.  10 moduli e 4 LRE (Laboratori di Robotica Educativa) per sviluppare un curricolo di 60 settimane, integrando teoria (40 settimane) e pratica laboratoriale (20 settimane).

Negli incontri è stato altissimo l’interesse, confermando che il cambiamento nella scuola è atteso da studenti e docenti coinvolti nelle discipline tecnologiche e scientifiche, quelle i cui saperi sono oggetto di continua evoluzione, e che si sintetizzano nella ROBOTICA,  oltre che nel modello STEM.

26 marzo BARI (I.T.T. M. Panetti)IIS_PANETTI_Bari_DS

La prof.sa. Ing. Eleonora Matteo apre il seminario di BariIIS_PANETTI_Bari_classe1

Con insegnati e studenti classi prime dell’ITT Panetti di Bari


27 marzo TARANTO (I.I.S.S. Archimede)
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La Dirigente dott.sa Maria Teresa Statile ha ospitato il seminario di Taranto


28 marzo GROTTAGLIE – TA (Liceo Moscati)LiceoMoscato_Grottaglie_DSm

La prof.sa.  Anna  Sturino ha introdotto l’affollato incontro con gli studenti, nell’aula Magna del Liceo Moscati di Taranto, 
LiceoMoscato_Grottaglie_conference2
Robot&Scuola_Hoepli_2017_MM

Il futuro dell’umanità si giocherà sull’esito di una disputa filosofica e non solo tecnologica

Ricevo da Orazio Miglino (*) e metto alla vostra attenzione:

Le super intelligenze artificiali sono davvero così super?

Il futuro dell’umanità si giocherà sull’esito di una disputa filosofica e non solo tecnologica. Se risulterà vincente l’approccio costruttivista-cooperativo allora ci sarà ancora un posto e un ruolo per l’Uomo. Ce lo dice un esperimento

L’etichetta di “Intelligenza Artificiale” ormai viene ampiamente utilizzata dai mass-media per riferirsi indistintamente a un nebuloso quanto ampio campo di ricerca e di sviluppo industriale. Sicuramente tale denominazione ha il vantaggio euristico di far comprendere anche ai non addetti ai lavori ciò di cui, più o meno, si sta parlando. Infatti il termine “Intelligenza” (qualsiasi cosa che intuitivamente voglia dire) e l’aggettivo “Artificiale” rimandano, nell’immaginario collettivo, all’impresa scientifica e tecnologica tesa alla costruzione di enti intelligenti quanto (o più) di un essere umano o comunque di un essere vivente. In effetti degli esseri artificiali che mostrano una qualche forma di intelligenza cominciano a entrare nelle nostre vite per aiutarci o addirittura sostituirci.

Sembra, inoltre, che le intelligenze artificiali stiano scalzando quelle naturali. Ci dicono che i lavoratori artificiali operano più velocemente, meglio e in modo economicamente vantaggioso rispetto a molti professionisti umani. Le attuali Intelligenze Artificiali appaiono spesso e volentieri come delle “Super Intelligenze”.
Ma è davvero così? Forse no. E il motivo è da individuare proprio nella più intima natura dell’intelligenza. Da oltre un secolo le teorie costruttiviste della conoscenza (le tradizionali prospettive teoriche di Piaget, Vygostky e Bruner, per esempio, fino ad arrivare alle moderne sintesi del neuro-costruttivismo e del socio-costruttivismo) hanno descritto l’Intelligenza o la conoscenza come un fenomeno emergente dalle relazioni che un individuo intrattiene con il suo ambiente di vita e con altri conspecifici. In parole povere, l’intelligenza non risiede nella testa di un individuo ma nella relazione tra varie teste.
 A favore di questa tesi, sia le Neuroscienze sia la Psicologia hanno raccolto negli ultimi anni notevoli evidenze empiriche e, inaspettatamente, un’ulteriore conferma è arrivata proprio dall’Intelligenza Artificiale. In un ben congegnato esperimento è stato mostrato come due scacchisti “della domenica” siano riusciti a battere Deep Blue, il potente super-computer che fino a quel momento aveva battuto tutti i campioni del mondo di scacchi. L’aspetto essenziale dell’esperimento era rappresentato dal fatto che i due dilettanti avevano la possibilità di consultare dei banali computer commerciali e potevano parlare tra loro (qui una approfondita descrizione dell’esperimento).
 Due uomini di “normale” intelligenza che cooperano tra loro e usano “mediocri” intelligenze artificiali sono riusciti a battere una Super Intelligenza Artificiale fino a quel momento invincibile per qualsiasi super-intelligenza umana. Questo vuol dire che il futuro dell’umanità si giocherà sull’esito di una disputa filosofica e non solo tecnologica. A mio modo di vedere se risulterà vincente l’approccio costruttivista-cooperativo allora ci sarà ancora un posto e un ruolo per l’Uomo, in caso contrario temo che la Super-Intelligenza Artificiale potrebbe anche decidere di fare a meno del suo creatore.
(*) Orazio Miglino​
Direttore del Nac e ordinario di Psicologia evolutiva alla Federico II

 

Robotica educativa e libri di testo scuola secondaria (di primo e secondo grado)

Pubblicare due libri di testo (SEI Editrice e HOEPLI Editore) che rappresentano il frutto di 15 anni di sperimentazioni e 10 di laboratori extracurricolari promossi nelle scuole di tutta Italia dalla Gara nazionale “Robocup jr Italia” potrebbe favorire l’effettivo passaggio dalla DIDATTICA FRONTALE alla DIDATTICA LABORATORIALE nella scuola italiana: ora la robotica educativa è applicata ad un curricolo delle Nuove Indicazioni per il primo ciclo” … quello di TECNOLOGIA. “Coding e Robotica” introduce ai temi disciplinari proponendo attività realizzate con Scratch, Lego Mindstorm, mBot.

TECNO ATELIER SEI 2018

Tecnoatelier_Lab_coding_400_500

STARTAPP_Coding_robotica

e anche nel primo biennio delle superiori per una serie di discipline curricolari:
Tecnologie informatiche – primo anno di tutti gli indirizzi tecnologici.
Scienze e tecnologie applicate – secondo anno di tutti gli indirizzi tecnologici.
Informatica – indirizzo Liceo Scientifico delle Scienze Applicate.
• Tecnologie e Tecniche di Rappresentazione Grafica – Indirizzo Grafica e Comunicazione.
Matematica e Scienze integrate – tutti gli indirizzi scolastici tecnologici e scientifici.

ROBOLAB HOEPLI 2018

ROBOLAB 400_500

In effetti i due testi (quello con Gianfranco De Giglio e questo col prof. Cerri per le superiori, “novità 2018” della casa editrice HOEPLI ) portano nel curricolo il LRE come ambiente di didattica laboratoriale,  coprendo l’arco d’età 10-16 anni in cui i ragazzi han bisogno di uno spazio di apprendimento aperto al futuro, quello che li attende …. vale anche per sapere che una continuità metodologica (QUELLA DEL MODELLO LRE) è possibile.

Cari saluti a tutti e grazie dei feedback che ci farete avere

Giovanni Marcianò

Sono 17 gli Istituti scolastici FONDATORI della NUOVA RETE 4.0 per LA ROBOTICA EDUCATIVA ITALIANA

Sono 17 gli Istituti scolastici FONDATORI della NUOVA RETE 4.0 per LA ROBOTICA EDUCATIVA ITALIANA

001 VCIS012001 IIS GALILEO FERRARIS VERCELLI
002 TOIS01200T IIS OLIVETTI IVREA (TO)
003 BAMM002200N SC.SEC. 1° GRADO MICHELANGELO BARI
004 BIIC81800P Istituto Comprensivo VIGLIANO BIELLESE (BI)
005 CHIS013002 IIS MATTEI VASTO (CH)
006 TNIS00200E IIS ALCIDE DEGASPERI BORGO VAL SUGANA (TN)
007 MITD450009 ITC ERASMO DA ROTTERDAM BOLLATE (MI)
008 SITF020002 IIS SARROCCHI SIENA
009 VBEE00300D D.D. 2* CIRCOLO DOMODOSSOLA
010 PVIC81700E Istituto Comprensivo MORTARA (PV)
011 ALIC83400N Istituto Comprensivo TORTONA (AL)
012 TOIC82400X Istituto Comprensivo SANT’ANTONINO DI SUSA (TO)
013 TOIS017001 IIS ENZO FERRARI SUSA (TO)
014 VBIC81500N Istituto Comprensivo VERBANIA INTRA (VB)
015 BRIC832009 2 Istituto Comprensivo FRANCAVILLA FONTARA (BR)
016 BAEE01400Q 14° CIRCOLO “RE DAVID” BARI
017 CSIS028006 IIS SILVIO LOPIANO CETRARO (CS)
TABELLINE E POESIE A MEMORIA? NO GRAZIE! TORNIAMO A RECITARE POESIE …  E A COMPRENDERE LA TABELLINA, E COME FUNZIONA!

TABELLINE E POESIE A MEMORIA? NO GRAZIE! TORNIAMO A RECITARE POESIE … E A COMPRENDERE LA TABELLINA, E COME FUNZIONA!

Vi consiglio di seguire questo interessante speech di TED – https://www.ted.com/talks/noriko_arai_can_a_robot_pass_a_university_entrance_exam?

di cui qui la sintesi (a cura di Jonathan Maiori – Mensa Italia) con alcune considerazioni finali sul ruolo dell’Istruzione, scuola e università, di fronte alla diffusione dell’ IA.

 

Noriko Arai, esperta di Intelligenze Artificiali, lavora presso la più importante università del paese nipponico, ovvero l’Università degli Studi di Tokio “Todai”. Qui è nato il “Todai Robot Project”: un progetto che mira a realizzare un IA in grado di poter superare i test di ingresso ai corsi universitari di qualsiasi natura, anche di quelli di eccellenza come l’università dove lo stesso progetto è nato.

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Le finalità del progetto, naturalmente, non si fermano solo nel capire la bravura dell’IA nel fornire le risposte corrette al test ma si pongono l’obiettivo di capire quali siano le abilità e le competenze che solo l’Uomo possiede in quanto tale e che non è possibile insegnare o trasmettere alle IA.

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Il discorso parte dal presupposto che i robot non ridurranno il numero di posti di lavoro agli umani, ma “risparmia” l’Uomo da tutti quei lavori manuali che un robot può intraprendere facilmente. In questa transizione, tutti gli umani che verrebbero rimpiazzati dalle macchine si troverebbero temporaneamente senza lavoro, in cerca di un’alternativa valida che dia loro un nuovo posto di lavoro, ma su quali competenze bisogna far leva per poter ritornare a lavorare? Se un IA fa un lavoro migliore di un umano in certi ambiti, quali sono gli ambiti e i compiti in cui ciò non accade?

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Da qui parte la relazione di Noriko Arai che prende in esame l’IA sulla quale sta lavorando,  preparandola a affrontare i test d’ingresso universitari. In conclusione dall’esperienza maturata espone queste caratteristiche di un’IA allo stato dell’arte attuale:

  • non sa né leggere né scrivere ma è in grado di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso;

  • “comprende” il linguaggio naturale basandosi sulla ricerca di parole chiave e tramite il meccanismo del string matching (paragone fra stringhe di testo) e della co-occurrency (le parole vicine alle parole chiave possono essere la soluzione della nostra ricerca);

  • usa la statistica matematica per dare una risposta ad una domanda di carattere generale;

  • è molto abile nel risolvere da sola problemi matematici e logici, basandosi su assiomi, postulati e regole di inferenza della logica proposizionale e dei predicati.

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Quindi, cos’è che distingue le IA da noi umani? Semplice: la comprensione del significato di qualsiasi contenuto da affrontare. Quindi l’intelligenza umana non ha ancora una replica artificiale. I “modi” di risolvere quesiti e problemi sono decisamente diverse tra Uomo e Macchina. Sebbene ormai l’IA – seguendo le sue strategie risolutive – cominci a competere sul piano dei risultati con quelli conseguiti dagli umani nei test di ammissione alle università, le funzioni cognitive chiamate in causa restano decisamente diverse.

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Cosa possiamo quindi dedurne? Che se nelle scuole di tutto il mondo gli studenti continueranno a essere chiamati a apprendere la conoscenza attraverso la memoria, ma non eserciteranno la comprensione delle conoscenze loro proposte, se anche vengono fornite conoscenze di buona qualità, addirittura accessibile online e gratuitamente, se non si giunge alla comprensione di tutte quelle informazioni, non avranno un futuro nel mondo del lavoro , dove si preferiranno le IA molto più smart degli umani. In tal senso il caso dei test di ingresso illustrato nel video mostra come già oggi l’IA è in grado di essere avanti al 60% di tutti gli studenti chiamati a sostenere con lei lo stesso test.

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In termini di memoria le macchine sono di gran lunga più forti di noi – basti pensare a tutti i dati presenti nella Rete che un semplice bot sarebbe in grado di reperire – ma non hanno la capacità di pensiero. Ed è su questo che bisogna lavorare a scuola: solo in questo modo non soffriremo il nostro rimpiazzo da parte delle IA e saremmo abili nel trovare un altro impiego che valorizzi le nostre competenze umane. E tornerà ad avere senso andare a scuola ….