Gioco nell’educazione, nello sviluppo e nell’apprendimento

Gioco nell’educazione, nello sviluppo e nell’apprendimento

Una cattedra a Cambridge sul gioco nell’educazione, voluta (e finanziata) dalla LEGO.  Dieci anni fa chi proponeva di usare a scuola i kit Lego per costruire Robot da programmare per svolgere piccole gare tra alunni,  veniva guardato male. “La scuola è una cosa seria! e che, ora ci mettiamo a giocare in classe invece di studiare?

Anche a me, pur operando in un progetto ministeriale di ricerca, regolarmente giungevano osservazioni in questo tono. Con una sottesa accusa di voler “svilire” la scuola con la “tecnologia in cattedra”. Se  i computer a scuola già avevano fatto scattare reazioni negative, figuriamoci con i Robot. Arrivando a fantascientifici timori di Robot messi a sostituire i professori!

La pagina dedicata a questa notizia da La Stampa (LaStampa_t2_33_20150617) ben illustra a che punto ora siamo giunti.Ormai nessuno nega che – dati e ricerche alla mano – giocando si impara. Spesso in tempi minori e con apprendimenti più solidi di quanto avviene in altri ambienti di apprendimento. E di fronte alle difficoltà crescenti che gli insegnanti incontrano in classe chiedo se abbia più senso insistere con metodiche .tradizionali, o provare a cambiare adottando nuovi metodi didattici.

Ben venga ora chi studi “che succede” dopo. Perchè il vero problema sta nello sviluppo dei percorsi laboratoriali già validati. Ottenute le competenze di base, come procedere verso apprendimenti più strettamente disciplinari? Su questo stiamo lavorando …